Punto in comune fra coaching e Cammino di Santiago?In cinque spunti essenziali!1 ottobre 2015

Farina del mio sacco oggi, un’esperienza personale forte: il Cammino di Santiago.

Al mio ritorno, una domanda-scintilla: cosa hanno in comune coaching e Cammino di Santiago?

Primo punto in comune: la chiarezza dell’obiettivo

obiettivi piccoli passiNel coaching, l’efficacia è direttamente legata alla chiarezza degli intenti e alla definizione precisa degli obiettivi.

Sul Cammino di Santiago, un obiettivo: arrivare a Santiago …. un certa domenica di Agosto … in tempo per la messa del pellegrino.

E’ fondamentale aver in mente un timing, ti dà il focus giusto per passare da una tappa all’altra.

Vedere anche: http://www.manageronline.it/articoli/vedi/2653/obiettivi-smart/

Secondo punto: la determinazione

Nel coaching, i successi arrivano mettendo in atto nuovi comportamenti, applicando nuovi approcci, passando all’azione.

A volte però, la tentazione di tornare  nella tua comfort zone si fa sentire … e i progressi sembrano allentarsi.

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare when the going gets tough

E’ un pò come quando si vuole far crescere un  KPI  dal  95% al 98%: questi 3% si raggiungono con maggiore sforzo.

Sul Cammino di Santiago, la determinazione è la tua benzina principale, quella che dà una spinta al tuo motore. Quando la stanchezza o gli acciacchi si manifestano, scopri in te delle risorse fisiche – nel mio caso,una resistenza- e psicologiche – la resilienza – più importanti o per alcuni anche sconosciute.

Terzo punto: la condivisione

L’appoggio sociale è conosciuto come una risorsa anti-stress.

Nel coaching, crearsi una rete di osservatori e partner fa la differenza: grazieif you want to go far1 a feedback e suggerimenti, dà un senso – direi una sensazione- dei progressi (o non) in corso.

Sul Cammino, la luce negli occhi degli altri, la loro presenza, l’umorismo e la derisione infondono questa leggerezza che rende pioggia e vento quasi comici.

Quarto punto: l’essenzialità

focus ed essenzialitàNel coaching, saper andare nel cuore delle questioni, eliminare le sovrastrutture, rimuovere gli alibi … in altri termini concentrarsi sull’essenziale -su ciò che è alla radice di un corso di azioni o di un comportamento – permette di trovare delle soluzioni attuabili e durevoli.

Sul Cammino, rendersi conto che il contenuto di uno zaino da 45 litri  basta a coprire la maggior parte dei nostri bisogni. Dormire in letti a castello in dormitorio, mangiare ciò che c’è senza  pretese,  aiuta a rivalutare ciò che possediamo nella vita abituale. E’ proprio liberatorio… liberatorio dai pesi inutili !

Vivere in condizioni essenziali crea inoltre complicità, solidarietà e team.

Quinto punto: il percorso è la metà

Gli esperti di problem-solving creativo suggeriscono di dare il tempo alle informazioni o dati per maturare inconscientamente prima di arrivare all’illuminazione o all’idea brillante. (vedere http://nuovoeutile.it/come-si-esprime-la-creativita-i-modelli-del-processo-creativo/)

il percorso è la metàNel coaching, è la ripetizione di nuovi approcci – e dei loro successi- che ci convince pian piano di adottare definitivamente un altro atteggiamento. Progressivamente, si stabilisce la convinzione che questo produce risultati maggiori- e  con più soddisfazione. Tempo e risultati sembrano a volte antagonisti; ironicamente, spesso è il nostro entourage che necessita tempo  per accettare la nostra evoluzione -soprattutto se positiva…Quanto è difficile modificare le proprie convinzioni!?

Sul Cammino, si sentono i pochi veterani dire “il cammino lascia comunque il suo segno”.

Cosa ho provato? Una graduale consapevolezza di un cambiamento in atto- probabilmente la serenità generata dall’essenzialità- poi una costatazione “l’amore condiziona tutto”… da tradurre come “la positività dei nostri intenti condiziona il risultato”.

L’apertura mentale, la solarità, l’empatia ci aiutano a vivere esperienze appaganti, profonde ed insolite.

cammino santiagoNel coaching, si arriva al termine ufficiale di un percorso con una voglia rinnovata di imparare, di evolversi, di mettersi in gioco.

Al termine del Cammino, si capisce che questo è solo il punto di inizio di un nuovo orientamento.

Vorresti condividere le tue esperienze di coaching o sul Cammino? Non esitare a commentare lasciando un post!

 

About the Author

"Generare un cambiamento positivo e visibile" ... E' il principio sul quale Christine offre un coaching potente alla base di soluzioni pratiche e d'impatto e fonte di risultati tangibili. Fondatrice di StrateA ed Associate Coach presso Stakeholder Coaching Centered di Marshall Goldsmith, Christine proviene da un’esperienza solida nel campo del business e marketing a livello europeo in contesto multinazionale. In qualità di Executive Coach, Christine lavora con dei team dirigenziali per incrementare l’efficacia della loro leadership comportamentale”.

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